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Maura Lanfranco

L’Avvocato Maura Lanfranco opera sul territorio astigiano sin dal 1998.

Iscritta all’Albo degli Avvocati nell’anno 2000, ha maturato un’esperienza
ventennale in materia di Diritto Penale Fallimentare e Societario.

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anni di esperienza

A partire dall’anno 2017 ha seguito corsi di formazione sulle seguenti tematiche:
“Usura bancaria”
“Reati tributari”
“Modello 231
Indicazioni operative per la redazione”
“Diritto e contenzioso societario”

Ha conseguito Master di specializzazione a Milano Data Protection Officer 2018.

Nell’anno 2020 ha conseguito Master di Specializzazione in Diritto dell’e.commerce.

Appassionata sostenitrice dei diritti della persona, tra cui quello alla  riservatezza.

Nell’anno 2019 ha seguito corso di formazione a Milano in Strategie e tattiche dell’Oratoria Forense e della persuasione.

Nell’anno 2020 ha seguito sette corsi di Alta specializzazione:

La valutazione del danno  biologico di natura psichica

Contributi delle scienze psico-sociali nella ricostruzione dei fatti processuali

Imputabilità e vizio di mente: quadro normativo e contributi delle neuroscienze

Violenza di genere, maltrattamento e abuso all’infanzia

Il reato di violenza sessuale tra tutela della parte offesa e diritto alla difesa

L’investigazione e le prove: luci e ombre del ragionamento probatorio

La comunicazione efficace e persuasiva nel processo  tra retorica e psicologia: la cross – examinatione e l’arringa

L’Avv. Maura Lanfranco è promotrice e relatrice di una serie di incontri on-line sul tema delle manifestazioni del disagio degli adolescenti in rete e in famiglia

L’Avv. Maura Lanfranco pone le proprie competenze a disposizione delle aziende che intendano adeguarsi alla normativa europea introdotta dal GDPR 679/2016 in materia di protezione dei dati personali, ma anche dei privati, che lamentino una violazione avvenuta in qualunque forma del diritto alla riservatezza, che è un diritto della personalità.

L'”Io” digitale: accade sempre più spesso di perderlo (consapevolmente o meno) o di rinunciare al suo controllo, in questo modo trascurando di considerare l’importanza che i dati personali e l’immagine hanno assunto nella nostra società dell’informazione e nel mondo del Web.

L’Avv. Maura Lanfranco si avvale della collaborazione degli esperti informatici forensi:

Ing. Roberto Porta

www.studioporta.org

Gianni Piero Perrone

www.perroneinformatica.eu

WEB REPUTATION

Possiamo definire la reputazione come la considerazione che terze persone hanno di noi o della nostra attività lavorativa.

La reputazione è strettamente legata a due elementi: il primo, costituito dalla moralità ed il corretto modo di  agire per i singoli individui, così come dalla qualità del servizio e/o prodotto offerto per le attività commerciali.

Il secondo elemento è costituito dalla presenza di altre persone che possono dialogare, scambiare opinioni ed esprimere giudizi ed oggi c’è un veicolo molto potente e veloce, che può diffondere queste valutazioni “accorciando le distanze”: il web.

Diventa così molto importante monitorare la propria reputazione digitale, in particolare per:

trovare lavoro: gli uffici risorse umane delle aziende hanno parecchi elementi per valutare un candidato  ancora prima di incontrarlo

sviluppare la propria attività lavorativa: è importante lavorare in maniera precisa ed accurata poiché le valutazioni e le recensioni sul web da parte dei Clienti esprimono un giudizio, che influenzerà le scelte di  tantissime altre persone.

Un tempo dunque erano soltanto i rapporti reali fra persone ad influenzare la realizzazione di un  progetto, ora ha una notevole importanza anche l’influenza digitale ed è dunque importante non  sottovalutarla.

Pensiamo, ad esempio, ai danni economici, che potrebbero apportare ad un’attività una recensione negativa di Trip Advisor oppure un giudizio negativo espresso dalle società di rating più prestigiose.

Anche le scelte politiche di un paese possono essere influenzate dalla reputazione digitale e quindi dal  giudizio espresso sul web da parte di personaggi famosi, politici ed istituzioni.

Pensiamo al “Referendum sulle Trivelle” del 2016. Questo referendum riguardava l’abrogazione della norma che estende la durata delle concessioni, per estrarre idrocarburi in zone di mare sino all’esaurimento della vita utile dei giacimenti: non ha raggiunto il quorum, ma i “si” hanno raggiunto ben l’86%.

A proposito di questo referendum ci sono stati interventi sul Web da parte di istituzioni quali Green Peace e di personaggi politici tra cui Matteo Renzi.

Dobbiamo dunque essere consapevoli che anche la realizzazione di un progetto di ampio spettro può essere  condizionata “dalla web reputation” e quindi dai giudizi che vengono espressi sul web.

Tutelare il DIRITTO ALLA NOSTRA IMMAGINE, al fine di preservarci da situazioni che potrebbero danneggiare in maniera irreversibile la ns. vita e quella delle ns. Famiglie.

La superficialità   e  l’ingenuità  con le quali  alle volte   ci  si  approccia  ad  affrontare  determinate  situazioni,  possono  con  il tempo,  a  nostra  insaputa,  rivelarsi   delle  trappole   dalle  quali  diventa  impossibile  liberarci,  provocando  dolore e  disagio  non solo  a noi stessi,  ma anche  ai  ns.  cari.

Vittime di questi  atteggiamenti sono,  oltre ai  minori  che, in questa società basata soprattutto sull’immagine e sulla mancanza di  valori   risultano  essere  le  prede  più  probabili,   anche le  persone adulte.
Pensiamo ad esempio  a Michela Deriu e Tiziana Cantone.

Michela  Deriu, barista, si è suicidata  il 04 novembre 2017 a  La  Maddalena,  in seguito  della divulgazione  di video e foto  che  hanno gettato discredito sulla sua  immagine, fino  a determinarne la  volontà suicida.

La ragazza si è impiccata nella cucina dell’appartamento di un’amica cui aveva chiesto ospitalità, dopo aver saputo delle voci e delle immagini che circolavano a Porto Torres.

(Tratto dal sito de “Il Fatto Quotidiano”)

 

Tiziana Cantone suicida a Napoli,  perché  i filmati che   aveva girato erano finiti online con tanto di nome e cognome. Una spirale di vergogna l’aveva costretta a fuggire dal suo comune di residenza. Si è impiccata in uno scantinato.

(Tratto dal sito de “II Fatto Quotidiano” 13 Settembre 2016)

 

La situazione  è  ancora   più  tragica  quando  a cadere  in questa  “rete”  sono  i  ns.  Figli.  A gennaio  2013, Carolina, una ragazza di 14 anni di Novara, si è tolta la vita lanciandosi dal balcone dopo che alcuni suoi compagni l’avevano immortalata in un video girato a una festa mentre era visibilmente ubriaca, e avevano diffuso il filmato online.

«Non ricordava nulla di quella sera. Ha scoperto cos’era successo solo quando ha visto il video in Rete», spiega il padre. Lo ha scoperto perciò mentre già erano cominciati gli insulti, i commenti osceni, i “like” che a migliaia piovevano su quel video da ragazzi della sua età, che fra uno “smile” e l’altro firmavano la sua condanna.

(Tratto dal sito de “Il Messaggero”)

L’elenco di casi  simili  è  infinito e continuerà a crescere:  per questo motivo  dobbiamo  tutelare  il  DIRITTO ALLA  NOSTRA  IMMAGINE  e a quella  delle NOSTRE  FAMIGLIE in tutti gli   ambiti.
Pensiamo all’ambito  lavorativo, a quello legato  a tragedie come  incidenti o  calamità naturali in  cui  i  nostri cari  possono  essere vittime, e  non  ultimo, a quello  legato  al ns.  tempo  libero.

Un esempio riguardante l’ambito  lavorativo è  sicuramente  quello  della   Cooperativa  Airone, che pubblicava sulla bacheca aziendale l’elenco dei lavoratori individuati con iniziale di nome, cognome e fotografie. 
A fianco di ciascun nominativo venivano  affissi simboli “smile”,  i quali anche attraverso una legenda esprimevano un giudizio positivo o negativo sull’operato dei soci lavoratori.  Nella stessa bacheca venivano inoltre anche rese note le contestazioni  disciplinari… Queste ultime, insieme alle valutazioni negative sono  particolarmente delicate in quanto  incidono  sulla dignità  professionale del dipendente.

Per quanto riguarda invece un esempio legato alle tragedie, che possono sembrarci  molto lontane dalle nostre realtà,  ma il cui verificarsi non  è  poi così improbabile, è quello del  caso del crollo della Scuola di San Giuliano  in  Puglia  a causa del terremoto.
Il settimanale “Visto”  ha pubblicato  in copertina ed all’interno di  un servizio le fotografie di  23 dei 26  bambini deceduti.
Le fotografie sono state inoltre acquisite dal settimanale riproducendo immagini apposte, peraltro non ancora stabilmente, nei luoghi in cui i bambini sono stati tumulati presso il locale cimitero, così realizzando una modalità di raccolta ritenuta illecita e non corretta.
Oltre al profondo dolore dei genitori per la perdita dei  loro figli,  si è  aggiunta anche la sofferenza di vederli  ritratti senza  il  loro  consenso, al solo fine di  incrementarne le vendite del  settimanale.
A causa della larga diffusione del settimanale stesso e della sua appartenenza ad un gruppo  editoriale di ampie dimensioni,  si rendeva  concreto il rischio di una reiterazione della pubblicazione delle immagini in tutto o in parte.
Il settimanale  è stato  costretto  alla distruzione  delle fotografie tutelando diritto dei genitori riuniti  di opporsi all’ulteriore diffusione delle specifiche immagini in questione, tenendo anche conto delle particolari sensibilità e dei sentimenti.

Anche durante le attività legate al nostro tempo libero è necessario tutelare i nostri dati   che  potrebbero  essere  bersaglio di  società pronte a  carpirli  per  poi  utilizzarli  per  scopi   a loro vantaggio.
Pensiamo ad esempio  allo scandalo Facebook-Cambridge Analytica che ha  destato scalpore ad inizio 2018.
La Società aveva  raccolto dati  personali di milioni di account Facebook , senza il loro consenso  e li aveva  usati  per scopi di propaganda politica.
Da 57 utenti, l’APP incriminata ha avuto accesso  ai  dati  di oltre 200 mila italiani facendo  scattare una sanzione da  un  milione di Euro  contro il Social Network.
Dalle indagini del Garante è emerso che 57  italiani avevano scaricato  “Thisisyourdigital life” attraverso il login via Facebook, una  app per test psicologici che ha raccolto i dati di 87  milioni di utenti in tutto il mondo, adoperati poi per manipolare l’esito delle elezioni presidenziali  degli Stati Uniti nel 2016.
Grazie alla condivisione dei dati degli amici, dai 57 utenti iniziali l’app ha potuto accedere alle informazioni di altre 214.077 persone senza che queste l’avessero scaricata, fossero a conoscenza dello scambio di dati ed avessero dato  il consenso.

In egual modo è necessario tutelare la ns. immagine e quella  dei ns. figli, specialmente se minori durante  le  vacanze o i periodi di svago.
Soprattutto in villeggiatura si postano foto e video in cui compaiono, oltre a chi li  ha realizzati, anche altre persone.
Dobbiamo essere consapevoli che le immagini  pubblicate  on  line  possono  finire   nelle mani di malintenzionati  che potrebbero  utilizzarle per  svariati scopi. C’è inoltre il rischio che vengano scattate  fotografie  con  l’utilizzo dei droni che  potrebbero  invadere  spazi  personali.